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L'archivio dell'Archivio

La documentazione dietro l'azione

di Wanda Gallo, archivista

Di documento in documento sono sempre le parole di Luciano Nattino che ci guidano alla scoperta di ciò che in quasi 20 anni egli ha raccolto, ricevuto, prodotto, trasmesso. Parole che ci conducono al senso profondo che ha recuperare, descrivere, divulgare un corpus documentario, un archivio che, come la memoria per Nattino, non è sterile “deposito” o semplice “oggetto di ricordo” ma “dispositivo ricreatore”. Un archivio che, come il Giano bifronte mitologico, ha due facce, due identità, due missioni: preservare il passato e aiutare chi vi si addentra a creare un futuro riscoprendo spunti, suggestioni, orientamenti di metodo.
Il contraltare a quella “impermanenza” che Nattino cita frequentemente parlando del teatro, è una notevole quantità e qualità di documentazione che egli con sensibilità archivistica e pionieristica ha nel tempo raccolto, mantenuto e sistemato. Documenti che riflettono ciò di cui si occupava con l'obiettivo sempre dichiarato di «osservare e documentare». Il progetto che fu significativamente chiamato Archivio della teatralità popolare testimonia con precisione e ricchezza le indagini sull’antropologia del territorio, gli studi, i lavori teatrali, le performance artistiche, gli eventi, ecc., ricostruibili attraverso rassegne stampa, stratificazione delle stesure dei testi teatrali, raccolte di pubblicazioni e racconti orali, corrispondenze, annotazioni e rimandi, fotografie, audiovisivi e molto altro. Delinea i contesti istituzionali, i rapporti professionali e personali e fa riaffiorare testi o episodi dimenticati che tratteggiano il carattere e le esperienze dell’uomo oltre che l’artista.

 

Gli interventi di recupero e valorizzazione

L'archivio è un'entità ibrida e complessa, composta da diverse tipologie di documenti che sono stati e sono oggetto di interventi archivistici nell'ambito di un innovativo progetto pluriennale, finanziato dalla Regione Piemonte dal 2017 per la valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio archivistico e documentale.
Si tratta di una serie di interventi finalizzati a recuperare, descrivere, archiviare criticamente, digitalizzare e, infine, restituire la documentazione ad un pubblico ampio e variegato.
Lo strumento di lavoro utilizzato è Mèmora, piattaforma web della Regione Piemonte per la descrizione e valorizzazione dei beni culturali.
Nelle due tranche concluse e in quella in corso si è intervenuti sui tre blocchi di archivio che si sono formati nel corso degli anni di attività di Nattino, con un progressivo passaggio dall'ambito cartaceo a quello digitale.


Documenti cartacei (2001-2011): 182 fascicoli.
Fasi di lavoro:

  • raccolta e studio delle informazioni relative a Nattino per ricostruire il contesto della produzione documentaria, quadro di riferimento necessario per la corretta interpretazione e organizzazione dell’archivio;
  • smistamento di quella parte delle carte che non era già costituita in fascicoli, esaminando documenti sciolti che sono stati ricondotti ai fascicoli esistenti oppure riuniti in nuove aggregazioni;
  • schedatura dei singoli fascicoli per rilevare gli elementi identificativi e i contenuti, creando una banca dati informatizzata;
  • elaborazione della struttura dell'archivio attraverso l'analisi dei contenuti per ricostruire le relazioni tra le attività di Nattino e i documenti frutto del suo lavoro. Si è tenuto conto da un lato delle tracce dell'organizzazione preesistente, dall’altro dell’esigenza di facilitare la consultazione e di fornire una corretta chiave di lettura dell’archivio come fonte storica. I fascicoli sono stati organizzati in 24 serie, talvolta articolate in sottoserie dal contenuto più specifico;
  • riordinamento, ricostruendo la sequenza dei fascicoli sulla base della struttura definita. I vari contenitori dei fascicoli sono stati sostituiti con nuove cartelline in cartoncino non acido a loro volta collocate, singolarmente o raggruppate, all’interno di faldoni in cartone con lacci. All'esterno di ciascuna cartellina e di ogni faldone è stata apposta un’etichetta che riporta le indicazioni utili al riscontro con l'inventario;
  • redazione dell’inventario, che è strumento indispensabile per la ricerca e il reperimento dei documenti e ha funzioni di garanzia della loro corretta conservazione;
  • digitalizzazione, in corso, delle fotografie e di una selezione di manoscritti e dattiloscritti significativi per la creazione di percorsi di ricerca o informativi da mettere a disposizione online.

Documenti audiovisivi analogici (2002-2008): 68 tra audiocassette, microcassette e Mini DV.
Rinvenuti durante i primi interventi sulla documentazione cartacea, sono stati identificati, descritti e inventariati con le stesse modalità.

Documenti informatici (1999-2013): 1959 cartelle con 25811 file.
L'ingente quantità di file spesso integra e completa il contenuto dei fascicoli cartacei. Si tratta di documenti prodotti all’origine in digitale, per lo più in formato testo o immagine, e da copie digitali di testi teatrali cartacei di Nattino.

E' bene sottolineare ancora una volta la funzione dell'Archivio quale strumento da utilizzare, fonte da cui attingere, perché continui a vivere, ad accrescersi, ad essere motore di progetti artistici e culturali. Proprio per realizzare questo intento, che era prima di tutto desiderio di Luciano Nattino, l'Archivio è un luogo di studio e ricerca, situato nella Casa degli alfieri, luogo d'arte e di ispirazione, aperto ed ospitale, sempre disponibile ad accogliere studenti, ricercatori, artisti, appassionati della materia.


Casa degli Alfieri
Località Bertolina, 1 14030 Castagnole Monferrato (AT)
339 2532921     info@archivioteatralita.it