Don Alessandro Quaglia. Architetture della Fede

Don Alessandro Quaglia. Architetture della Fede

E’ nato a Marina di Pisa nel 1924 da famiglia originaria di Rocchetta Tanaro, poi sfollata nel 1943 da Pisa a Cerro Tanaro, avendo lì una proprietà agricola. La famiglia Quaglia annovera fra gli antenati del testimone medici, magistrati, avvocati, notai e per linea materna anche il celebre astronomo Giandomenico Cassini. Don Quaglia attribuisce a queste famiglie, di vasta cultura, e che in casa avevano molti beni di valore antiquariale, il sorgere del suo amore per l’arte, specialmente quella antica.
Dopo la maturità scientifica frequenta il corso teologico presso il Seminario Vescovile di Asti, terminato con l’Ordinazione sacerdotale nel 1947. Dopo l’ordinazione frequenta la Facoltà di Architettura presso il Politecnico di Torino, laureandosi nel 1953; nello stesso anno inizia il suo impegno ad Asti nella Commissione Diocesana Arte Sacra, poi come docente in Seminario, e dal 1961 anche come insegnante di Religione presso l’ITIS “Artom” fino al termine dell’anno scolastico 1983-84. Infine diviene incaricato dell’Ufficio Diocesano Beni Culturali fino al 2005.
Con il benestare e l’incoraggiamento del Vescovo ha sempre esercitato la professione di architetto per gli enti ecclesiastici, in modo gratuito e volontario: questa disponibilità ha facilitato i parroci a prendere iniziative di manutenzione, restauro e nuove costruzioni, dal periodo postbellico in poi. Il testimone ha condotto così gli interventi più urgenti, come il restauro di chiese, case canoniche, dipinti, ecc. ed ha anche firmato la progettazione e costruzione ex novo di chiese in Asti (N.S. di Lourdes alla Torretta, San Domenico Savio), sul territorio provinciale e non solo, strutture ritenute indispensabili per gli accresciuti bisogni dell’azione pastorale. In questo periodo di ripresa si è inserito il Concilio Vaticano II, che ha portato notevoli novità nella liturgia e di conseguenza nella struttura delle chiese, e Don Quaglia ha collaborato alla ricostruzione, fra l’altro in un periodo “pionieristico” (anni ‘50 – ‘60) per quanto riguarda la conservazione del patrimonio architettonico, con scarsità di mezzi, protocolli e personale.
Il suo impegno e la sua competenza sono stati profusi instancabilmente fino ad oggi, anche in situazioni di emergenza (alluvione del 1994, terremoto del 2005…) con sopralluoghi ed interventi di ripristino e recupero di chiese ed altri beni artistici, così come nei siti archeologici più interessanti della città.
La testimonianza resa non è però solo un affascinante viaggio nel patrimonio artistico, ricchissimo e millenario, della nostra città, ma anche un sincero ed a tratti commosso raccontarsi, dai ricordi famigliari al percorso vocazionale, fino ad uno sguardo lucido e paterno sulla Chiesa e la società di oggi.

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Archeologia – Arte – Dio – Fede


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