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Artabàn. La leggenda del quarto Re Mago

Incontro poetico con Antonio Catalano
Ricami poetici di Patrizia Camatel
consulenza antropologica prof. Piercarlo Grimaldi
musiche dal vivo con la Banda Musicale Comunale di Portacomaro diretta da Matteo Ravizza
Produzione: casa degli alfieri / ARTEPO (ARchivio TEatralità POpolare) / Universi Sensibili

“Quattro erano i tre Re Magi”, recita un’antica formula.
E allora perché il quarto ha mancato l’appuntamento con gli altri a Betlemme, per adorare il Bambinello? Che strada avrà imboccato? E che doni portava con sé?
Domande che trovano una risposta nel dolce racconto di Antonio Catalano, poeta della Meraviglia e delle piccole cose, che rivela la vicenda del Mago Artabàn, intento a ricucire il mondo e ad inseguire stelle con la coda, in una giullarata a capitoli.
Si sta tutti insieme come in un’antica veglia ad ascoltare parole, magie, canti e lettere d’amore, viaggiando con il Mago sul suo dondolante cammello si faranno incontri inaspettati e indimenticabili, tra sorrisi e commozione, stupore e misteri dalla notte dei tempi.
E il Mistero dei Misteri, contenuto nei Vangeli, il Dio che si fa uomo, e come ogni uomo cresce, soffre e muore, è visto qui dal punto di vista dell’infanzia, del gioco, quel gioco grande che è la vita: poiché l’infanzia è il luogo della divinità, del sacro modo di stare al mondo.
Ed ora attenti bene, richiama più volte il Narratore Incantatore, aprite tutti orecchie e cuore per ascoltare la storia del Mago Artabàn, perché scoprirete che il Quarto Re Mago, quello che si è perso la Stella e la strada, che si è impolverato e ha consumato i sandali, che ha speso la vita a cercare, a imparare… a vivere, insomma… assomiglia proprio tanto ad ognuno di noi.

Tradizione, fonti e letteratura intorno al Quarto Re Mago 

Questo personaggio, che è protagonista di una vasta letteratura internazionale, rivela un legame territoriale con l’area di Langa e Monferrato, come attestato da alcune frammentarie testimonianze orali e iconografiche. La scarna storia che ci è pervenuta narra del Re Mago che ha smarrito la stella, ha vagato per trentatré anni impegnando la sua vita ad aiutare i poveri e gli oppressi, ed infine è giunto a Gerusalemme il giorno della Crocifissione. Un interessante impianto narrativo mitico, che unisce il Natale alla Resurrezione. A partire da queste tracce di memoria intrise di pietà popolare e da una bozza di copione a firma di Luciano Nattino, ecco una nuova narrazione, un incoraggiante “innesto” d’innovazione poetica di Antonio Catalano sul contenuto tradizionale, che può contribuire a salvare dall’oblio e diffondere la conoscenza di questa figura, a partire dal territorio collinare che ne conserva l’eco.

La narrazione 

La narrazione verrà presentata in spazi teatrali e di comunità (saloni, teatri comunali, piazze, luoghi della socialità, scuole, case di riposo…), con allestimenti diversi e abbinandola ove possibile anche ad una mostra antropologica curata dal prof. Piercarlo Grimaldi o installazione con piccoli musei storici sentimentali creati da Antonio Catalano.
Il progetto prevede inoltre che il testo venga affidato a livello nazionale a narratori dei luoghi, ciascuno sul proprio territorio d’appartenenza, coordinati e diretti dalla direzione artistica.
Nell’intenzione dell’autore e del team di ricerca che ha dato spunto alla scrittura, il testo intende stimolare e proporre un rito comunitario laico, innovazione nella tradizione, che possa coinvolgere tutte le generazioni (parlando a credenti d’ogni fede e a non credenti) e ricalcando particolari periodi dell’anno (Avvento e Quaresima) in cui i temi universali dell’incontro, dell’altruismo, dell’attesa e del viaggio sono centrali e possono essere incarnati perfettamente nel Quarto Re, arrivato in ritardo alla grotta di Betlemme, ma primo ad incontrare il Cristo risorto.

La mostra "Il Vangelo delle colline"

Il lavoro che si vuole fare con la mostra è quello di seguire le poche tracce, letterarie e iconografiche, che ci suggeriscono l’esistenza di un Quarto Re Magio, e di evidenziarle insieme ad opere d’arte appositamente create per l’occasione in una mostra dal forte carattere immersivo ed inclusivo.
Ci saranno un video introduttivo del prof. Grimaldi e di Antonio Catalano, alcuni pannelli illustrativi, alcune opere pittoriche appositamente create dall'artista.
Il cuore dell'esposizione sarà poi uno dei Musei Sentimentali creati da Antonio Catalano, installazioni composte su un tema di volta in volta diverso, tutte accomunate dall’impiego di materiali quotidiani, recuperati, elevati a gentili testimonianze ed opere d’arte che si raccontano attraverso la guida narrante dell’autore.
La mostra verrà narrata in diversi modi per favorirne l'accessibilità.
Il materiale in esposizione sarà fornito di QRcode scansionabili, una “video guida” con apparizioni dell'autore che descrive poeticamente alcuni pezzi dei materiali in mostra, con sottotitoli.
Per non udenti sarà possibile usufruire dei video con la traduzione LIS.

Bozzetti di Antonio Catalano


Casa degli Alfieri
Località Bertolina, 1 14030 Castagnole Monferrato (AT)
339 2532921     info@archivioteatralita.it

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