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Artepo

Il Dovere della Memoria


L’ARchivio TEatralità POpolare nasce nel 2002 dalla volontà di Luciano Nattino, ben presto appoggiato da diverse collaborazioni dal mondo accademico e teatrale, con l’intento di documentare e tramandare gli aspetti espressivi della memoria orale, vale a dire quelle componenti della testimonianza storica legate, necessariamente, all’individuo trasmettitore di tale memoria e dunque non traducibili efficacemente con la parola scritta.
Si tratta di un enorme e immateriale patrimonio di racconti, di momenti di ritualità comunitaria, di folclore, modi di dire, proverbi, ma soprattutto di gesti, sguardi, espressività, aspetti fonici tipici di un territorio, di un habitat culturale, di uno specifico mondo familiare e di lavoro.

Tali espressioni rappresentano la memoria attiva di un gruppo sociale, di una comunità, e si manifestano con la presenza viva e vitale di interpreti, testimoni, eventi performativi: se non venissero immortalate con mezzi tecnologici, sarebbero destinate a scomparire insieme alle generazioni che le hanno prodotte.
Nell’urgenza di cominciare il lavoro e consapevole del fatto che molto era già andato perduto, Nattino iniziò a registrare sistematicamente (archiviando il già registrato) il maggior numero possibile di volti e di storie collegate agli anziani contadini, operai, artisti, artigiani, amministratori della provincia di Asti, fissandoli tramite fotografie, registrazioni audio e video interviste; stesse azioni di documentazione furono intraprese nei confronti di feste tradizionali, fiere, manifestazioni popolari, spettacoli.
Questo materiale confluì, nel 2015, nel Banco delle Memorie, che consta attualmente di oltre 50 video, tra interviste e documenti di varia natura, ed è in continuo aggiornamento ed espansione.

In parallelo a questo intenso lavoro di archiviazione audio-video di voci e volti, Luciano Nattino si occupava anche in prima persona di dare il suo contributo a molte espressioni di teatralità popolare e di momenti di festa, legati a ricorrenze religiose e non, che ancora sopravvivono, testimoniando la cultura e l’identità di un territorio.
Acutamente Nattino notava che il processo della globalizzazione stava generando, per contrapposizione e contrasto, un rinnovato e diffuso desiderio di comunità, di relazione, di scambio, di dono, di riscoperta delle tradizioni.
Nella provincia di Asti aumentava il successo di iniziative quali il Festival delle Sagre, il CantéJ’Euv del periodo pasquale, il Gelindo natalizio, le Fiere, le rassegne dedicate al teatro ed alla musica popolare…ecc., iniziative cioè che si pongono l’obiettivo di costruire nuovi ponti tra tradizione e innovazione.

 

Infatti proprio questo è l’intento unificante delle varie attività dell’Archivio: non si tratta di mettere insieme un cumulo polveroso di “anticaglie” che hanno valore assoluto, in se stesse; ma di considerare i ricordi e le testimonianze dirette come baluardo in una società dove si perde continuamente la memoria, dove si riscrive la storia a proprio uso e consumo e dove quindi la testimonianza assume un valore etico importante.
Il racconto, il teatro, l’incontro hanno il compito di trasmettere, di proteggere beni e risorse collettive, di lottare perché identità e diritti non divengano concessioni e, ancora, di offrire patrimoni alle generazioni future. Poiché solo raccontando e raccontandosi si rimane vivi.
E non c'è solo la memoria del passato, pure indispensabile. C'è anche il presente che va reso memoria.
Perché non sia usato e gettato. Perché si dia senso al nostro essere nel tempo.
La memoria attiva diventa così creatrice di futuro.


In continuità con gli intenti ed il lavoro svolto da Luciano Nattino, oggi ARTEPO…

  • È uno spazio virtuale di studio e ricerca finalizzato alla documentazione di beni demo-etno-antropologici, cioè di quei beni culturali immateriali legati all’espressività orale spontanea o codificata, alla presenza viva e attuale di singoli testimoni e gruppi; si rivolge a studenti, ricercatori, artisti ed appassionati di ogni età. La presenza sul web e la comunicazione sui social media ha reso possibile la messa a disposizione immediata di una mole notevole di materiali in costante aggiornamento, anche al di fuori del territorio di appartenenza (la provincia di Asti).
  • È una rete diffusa di relazioni, contatti, affinità fra persone che a vario titolo si interessano di proposte culturali legate alla storia ed al presente della società di cui fan parte. Tra questi, a solo titolo d’esempio, elenchiamo artisti, personalità del mondo accademico e della comunicazione, enti territoriali e privati, eccellenze artigianali, istituzioni scolastiche, associazioni culturali, musei… Un patrimonio a disposizione di tutti, che può crescere con il contributo di tutti.
  • Si avvale di un gruppo di lavoro composto da professionisti di formazione eterogenea, dall’ambito accademico al mondo della cultura e del teatro, in grado quindi di progettare, coordinare, realizzare interventi in proprio e per conto di soggetti terzi, fornire supporto pratico, organizzativo ed artistico a gruppi e manifestazioni già esistenti oppure da riscoprire, rifunzionalizzare, rinnovare alla luce delle nuove necessità del mondo di oggi, in sinergia e in ascolto delle persone e delle comunità coinvolte.
  • Si propone come “torre di avvistamento” per monitorare e dare visibilità alla presenza e all’attività di singoli e gruppi che propongono al pubblico momenti di spettacolo, incontro, animazione, diffusione delle arti legati alla valorizzazione delle proprie radici culturali, dei saperi tradizionali e della storia. In questo senso è una grande opportunità di valenza culturale, educativa e anche di supporto alle iniziative turistiche e di promozione del territorio.
  • Contribuisce con azioni specifiche alla formazione di ricercatori e animatori specializzati in ambito demologico e antropologico. Si impongono conoscenze storiche, sociologiche, ecc. unite a capacità di “ascolto” e di relazione, a competenze in materia di animazione espressiva, nonché (aspetto fondamentale) al costante riferimento a un codice deontologico che si applica nel lavoro di intervista e nel successivo trattamento delle testimonianze raccolte.

Casa degli Alfieri
Località Bertolina, 1 14030 Castagnole Monferrato (AT)
339 2532921    info@archivioteatralita.it

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